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Chi comanda a casa?

Caro Macho, chi è che comanda a casa? Chi porta i pantaloni? Chi decide?

Scommetto che a tutte e tre le voci hai risposto lei. Non ti abbattere, sei in buona compagnia. Loro, le donne, hanno voluto la parità. Salvo poi lamentarsi che fanno il doppio lavoro: quello fuori e quello tra le mura domestiche. Ma siamo stati forse noi a obbligarle a cercarsi un lavoro? A fare carriera? A tornare a casa stanche e preoccupate? No. A noi andava benissimo che ci attendessero in cucina, con una pentola fumante e la tavola apparecchiata.

Quindi, se a noi sta bene la parità – mica possiamo obbligare le nostre donne a stare a casa a fare la calzetta? – a loro deve stare bene che alcuni mestieri noi non li sappiamo proprio fare. Tra questi: stirare, rammendare, cucinare, lavare per terra. Siamo più bravi in altro: tipo portare il pane a casa. E quando siamo a casa, ci meritiamo il riposo. La televisione. La cena. Le coccole che, peraltro, non devono essere esagerate che sennò ci viene il latte alle ginocchia.

Se loro vogliono portare i pantaloni – anche se noi le preferiamo in mini e calze a rete – sono cavoli loro. Se vogliono illudersi che copiandoci, raggiungono la parità, facciamoglielo credere. Non sanno, però, che sono molto più attraenti facendo le donne. Le femmine. Lasciando al maschio il compito di proteggerle, accudirle e renderle felici.

Machi di tutto il mondo, uniamoci!

Machi di tutto il mondo, accorrete!
Il nostro ruolo è in pericolo. Oggi più che mai. Accorrete in soccorso di quella figura che, fin dall’uomo delle caverne, usava la clava per conquistarsi l’essere dell’altro sesso, andava in giro a caccia, dava alla sua femmina la prole necessaria a non far scomparire la specie.

Machi di tutto il mondo, anche dormienti, riprendiamoci il centro della scena. Mica può finire così?
Già, noi che spingiamo un carrello della spesa annoiati e sonnecchianti mentre lei arraffa a destra e a manca, senza farci scegliere. E quella corsia del supermercato diventa una via crucis! Con fermate obbligatorie.

Che poi, diciamola tutta, alla donna di oggi il macho non è che faccia schifo. Lo usa a suo piacimento, però. E in realtà lo ha trasformato in un Rodolfo Valentino un po’ gay. Vuole che le apri la portiera della macchina, che ti ricordi di portarle i cioccolatini all’anniversario o al compleanno. La devi corteggiare 100 anni su 100.

Se non lo fai, apriti cielo. Non ci sono più i maschi di una volta. Devi essere il principe dall’armatura luminosa, che arriva a soccorrerla sopra a un cavallo bianco, portandola alla festa più esclusiva della città. Ma anche l’uomo che mette a posto il tubo che si è rotto. Ovviamente, sempre con l’armatura addosso. E non importa se sudi come un porco.

Machi di tutto il mondo, non è questo il nostro ruolo. No. Noi siamo quelli che uccidiamo la preda da mangiare, che accendiamo il fuoco con i sassi. Che ci accoppiamo in modo rude. Le coccole non fanno per noi. Il sesso ci piace eccome. Ma niente baci e sbaciucchiamenti prima e dopo. Dopo, dobbiamo dormire. Prima… beh mi sembra normale, prima siamo eccitati e dobbiamo arrivare subito al dunque. No al sesso alla luce della luna. Noi lo vogliamo in cucina, in piedi. Dove capita. Quando capita.

E, casomai, se proprio vogliamo essere un pochetto romantici, possiamo esserlo in un altro momento. Quando davanti alla tv c’è la nostra squadra del cuore. Al suo gol, possiamo lanciare baci al calciatore di turno e urlare. Urlare. Non importa se nell’altra stanza la suocera guarda la figlia con compassione. I machi sono così. Prendere o lasciare.